’avanza
Gentiloni Ministro
degli Esteri uscente
a cura di scr-crv
Pubblicatodall’Avanti diretto da Mauro Del
Bue, il 09-12-2016
Il presidente della Repubblica continua le sue consultazioni. Tra le altre oggi
ha sentito anche quella socialista che gli ha confermato il suo pieno appoggio
al tentativo di formare un governo. Diciamo la verità. Il cosiddetto governo di
responsabilità nazionale ha zero possibilità di vedere la luce. Impossibile
pretendere che la responsabilità venga suddivisa in questo scorcio di
legislatura. Dunque le ipotesi sono solo due: o un governo con questa stessa
maggioranza, che esiste come confermato dal voto di fiducia del Senato, o il
rinvio alle Camere del governo Renzi, col Pd che per andare alle elezioni
dovrebbe sfiduciarlo, stile Fanfani del 1987. La prima ipotesi prevede un
governo con l’appoggio del Pd più alleati con un altro presidente del
Consiglio. E’ l’ipotesi che Mattarella preferisce, anche perché garantirebbe la
continuazione della Legislatura almeno fino all’estate se non oltre.
Mattarella, da quel che si sa, preferirebbe si andasse al voto dopo le elezioni
francesi, che si terranno in primavera e magari anche dopo quelle tedesche che
si terranno a settembre. Ritiene giustamente che occorra risolvere prima non
solo il nodo della legge elettorale, ma anche la delicata crisi delle banche,
in primo luogo quella della Mps per la quale si rivela ormai inderogabile un
massiccio esborso statale. Primo candidato alla successione di Renzi sarebbe un
renziano doc, non Delrio sospettato di rapporti amichevoli con l’area
Franceschini, non Padoan, troppo autonomo e in sintonia con l’Europa, ma Paolo
Gentiloni, attuale ministro degli Esteri. Gentiloni formerebbe un esecutivo
strettamente legato al segretario del Pd e composto ancora in buona parte dai
suoi uomini (e donne). Naturalmente poi da presidente del Consiglio anche
Gentiloni non si ritirerà a un sol cenno del suo capo, il quale nel frattempo
dovrà misurare il suo indice di gradimento all’interno del Pd attraverso un
congresso fissato per marzo. Il governo Gentiloni dovrebbe però ottenere la
fiducia anche di Alfano e di Verdini per passare al Senato, forse anche in
cambio di qualche presenza nel governo del secondo. La scelta di un rinvio del
governo Renzi alle Camere pare per adesso solo l’extrema ratio. Quella,
peraltro, meno gradita anche nei gruppi parlamentari del Pd. Meglio
naturalmente prendere tempo, fanno sapere. Non tanto per quella storia dei
vitalizi per chi è al primo mandato. Una storia senza fondamento giacché i
vitalizi sono stati aboliti, per tutti, tranne che per i giornalisti
televisivi, e questa questione riguarderebbe semmai solo i parlamentari eletti
prima del 2013. Ma per una evidente difficoltà ad essere riconfermati visto che
molti sono stati eletti grazie a un premio di maggioranza definito dalla Corte
“abnorme” per la Camera. Tutto lascia pensare che a una soluzione si arriverà e
che il Pd sarà costretto, prima o poi, a fare uscire dal cassetto quella
proposta di riforma dell’Italicum che abbiamo definito per primi il Cuperlum.
Grazie Mauro da : Sergio Merzario Direttore di Acr-Crv Onlus di fatto e il
MILANESE - Baggese
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